Prima della rivoluzione industriale, la maggior parte degli uomini trascorrevano la propria vita all’aperto. Al contrario, ora siamo quasi sempre chiusi in un ambiente lavorativo o in casa. Per questo, l’illuminazione artificiale ha assunto sempre maggiore importanza e, mentre prima era solo un sistema per poterci vedere, ora, per garantire il massimo comfort, è diventata oggetto di studio finoa  trasformarsi in una vera e propria disciplina. Avere in casa la giusta illuminazione in ogni stanza e poterla gestirla efficacemente vuol dire migliorare la qualità della nostra vita.

 luce ideale

Cos’è il fattore medio luce diurna

Il Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975 identifica i parametri che un edificio deve soddisfare prima che possa acquisire l’idoneità abitativa. Questi parametri sono molti e comprendono, per esempio, l’altezza minima dei soffitti e i metri quadri minimi delle diverse stanze secondo la loro destinazione d’uso. Uno di questi parametri riguarda la luce, e in particolare la quantità di luce naturale che deve entrare in un appartamento. Per calcolare questo parametro, si misura la quantità di luce naturale esterna e quindi quella interna. Confrontando i due valori, si ottiene un numero che identifica quanta percentuale della luce esterna sia presente nella casa. Questo valore è noto come fattore medio luce diurna o fmld, e per legge deve essere almeno del 2%. Il limite di legge è, comunque, piuttosto basso e in una casa ideale dovrebbe essere ben superiore.

Conoscere il fattore medio luce diurna del proprio appartamento è importante, ma si può intervenire su di esso solo in fase di progettazione della casa, o in caso di una sua ristrutturazione. Difficilmente possiamo modificarlo nel corso della manutenzione ordinaria del nostro appartamento. Possiamo, però, intervenire e bilanciare l’illuminazione interna naturale con una corretta disposizione e scelta delle luci interne artificiali.

Come calcolare quanta luce serve in una stanza

Per sapere di quanta luce artificiale abbia bisogno una stanza, è necessario introdurre due concetti legati all’illuminazione. Il lumen è un valore che indica quanta luce provenga da una sorgente luminosa, mentre il lux indica quale sia l’area illuminata dalla sorgente. Alcune tabelle indicano i valori di lux consigliati per stanze con diverse tipologie abitative. Per sala da pranzo e camera da letto è consigliata una luce soffusa con valori tra 25 e 50 lux. Per le zone ufficio dai 100 ai 150 lux, mentre se sono presenti aree molto affollate, i lux consigliati variano tra 350 e 500 lux.

Sulle confezioni di lampadine o lampade è presente solo il valore in lumen, questo perché il lux varia con l’ampiezza della stanza. Per sapere quanti lux genera una fonte luminosa in una specifica stanza, si devono dividere i lumen per i metri quadrati della sua superficie: Lumen/m2=lux.

Anche se è un valore variabile, di solito una lampadina da 9 watt produce 350 lumen. In una camera da letto di 20 metri quadrati genera, quindi, 17,5 lux (350/20). Per arrivare almeno ai 25 lux minimi consigliati, o si aumentano i watt o si deve aggiungere una seconda lampada.

Luce calda o luce fredda?

L’introduzione delle lampade a LED ha permesso di scegliere se installare in casa sorgenti luminose definite fredde, in grado di generare luce di color bianco, o calde, ossia tendenti verso il giallo/arancio. Senza addentrarci troppo in tecnicismi, diciamo solo che la luce calda è più intima e accogliente, mentre quella fredda o bianca permette di godere di una migliore qualità visiva dell’ambiente che illumina. Nelle aree di relax, come per esempio un salotto o una camera da letto, è da preferire un’illuminazione calda. Nelle aree dedicate al lavoro, come uno studio con una scrivania, la cucina, la stanza giochi dei bambini e gli ambienti di transito, come per esempio i corridoi, sarebbero da preferire fonti luminose bianche. In molti casi, comunque, la scelta tra luce calda o fredda è lasciata al gusto personale.

luce ideale

Lampadine e prese intelligenti

Lampadine e prese intelligenti sono sempre più presenti nelle nostre abitazioni. Grazie a questi dispositivi tecnologici, i punti luce del nostro appartamento sono connessi via Wi-Fi a una centralina, e da questa sono controllabili e regolabili tramite app installate sul nostro smartphone o tablet, oppure anche vocalmente se abbiamo dispositivi come Amazon Echo o Google Home. Ciò permette di programmare situazioni specifiche chiamate scenari. Per esempio, quando entriamo in casa potremmo preferire una luce intensa, quando mangiamo una più soffusa, e la quasi oscurità totale quando guardiamo la televisione. Lo smartphone diventa, quindi, una sorta di telecomando che ci permette di trasformare all’istante l’atmosfera presente nelle nostre stanze. Inoltre, possiamo farlo ovunque ci troviamo, e per esempio accendere le luci di casa quando siamo lontani per far credere a un malintenzionato che siano presenti delle persone, o attivare le luci dell’ingresso appena prima di entrare nell’appartamento. Possiamo anche installare lampade in grado di generare milioni di colori diversi, e programmare degli scenari che siano in sintonia con il nostro umore del momento. L’uso intelligente dell’illuminazione può anche essere pensato e studiato in modo da garantire il massimo risparmio energetico possibile.