Da poco tempo è nata una polemica, con relativi timori, riguardo l’uso degli smart speaker. Affinché possano funzionare nel modo migliore, e affinché siano in grado di capire ciò che gli chiediamo a voce, del personale umano delle aziende che ne gestiscono il funzionamento ascolta le registrazioni di ciò che diciamo all’interno delle nostre case. Ovviamente, l’ascolto è limitato solo a ciò che diciamo dopo aver pronunciato la parola chiave per attivare lo smart speaker, per esempio “Alexa” nel caso di Amazon Echo, e quando lo speaker stesso non è in grado d’interpretare il nostro comando. Il personale addetto analizza ciò che chiediamo e implementa nuove funzioni, che permettono allo smart speaker di essere sempre più efficace ed efficiente.

 smart speaker ci spiano

Un problema di privacy

Ovviamente non fa piacere sapere che qualcuno possa ascoltare ciò che diciamo dentro casa nostra, ed è evidente come rischi di generarsi un grave problema di privacy. Le aziende coinvolte, che principalmente sono Amazon con Echo, Google con Google Home, Apple con Siri e Microsoft con Cortana, hanno più o meno ufficialmente affermato che, affinché il sistema funzioni, è indispensabile questo intervento da parte di personale specializzato. Hanno anche dichiarato che questo personale non ha accesso alla provenienza dei dati, in poche parole non possono abbinare quanto ascoltano a delle specifiche persone fisiche. Il problema è che potremmo essere noi stessi a dare loro queste informazioni. Per esempio, se chiediamo a uno smart speaker la strada più breve per andare da un posto a un altro, è possibile che uno dei due indirizzi sia quello di casa nostra, ed è una delle cose che potenzialmente il personale può ascoltate. È anche facile che chiediamo qualcosa inerente la nostra persona, ed ecco che pronunciamo il nostro nome e cognome. È, quindi, evidente come un problema di privacy ci sia, e quanto ciò sia rilevante non è al momento facile da valutare.

Non del tutto intelligenti

Se lo esaminato da un altro punto di vista, il fatto che del personale umano debba ascoltare ciò che diciamo potrebbe addirittura essere confortante. Infatti, ciò dimostra quanto le macchine siano solo delle… macchine. Affinché funzionino nel modo migliore, serve sempre un certo intervento da parte dell’uomo e, almeno per ora, dovrebbero essere del tutto evitati scenari catastrofici in stile Terminator, dove le macchine prendono il sopravvento su di noi. Non è solo una facile battuta. Infatti non è del tutto corretto parlare di intelligenza da parte delle macchine, perché sanno fare solo ciò che l’uomo ha programmato che possano fare e, almeno in teoria, non dovrebbero essere altro che degli esecutori di comandi. È però anche vero che la crescita tecnologica sta evolvendo, nella nostra era, a velocità esponenziale, e non è facile prevedere come saranno le macchine del futuro, anche molto prossimo a noi, e quindi di conseguenza anche quali saranno le loro capacità.

Nulla è gratuito

Con internet ci siamo abituati alla gratuità. Molti servizi non ci chiedono di aprire il portafoglio, ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che li paghiamo comunque. Quando forniamo i nostri dati sensibili a qualche azienda in cambio di un servizio, in pratica lo stiamo pagando. Tutte queste informazioni, conosciute con il nome di Big Data, sono molto preziose per qualsiasi azienda o ente, e il loro uso è ormai una pratica corrente di marketing. In questo contesto, il fatto che chi gestisce uno smart speaker ascolti ciò che diciamo non stupisce e non deve stupire. Anche se le aziende garantiscono rispetto e attenzione per la privacy, comunque generano su di noi un profilo, altrimenti il sistema stesso non sarebbe in grado di sapere quale musica ci piace di più o quale genere di film preferiamo vedere, e di conseguenza non potrebbe consigliarci prodotti che rispondano ai nostri gusti e alle nostre esigenze, ed è proprio ciò che fanno gli smart speaker. Il vero problema, però, è se alla crescita tecnologica non corrisponde un adeguato e tempestivo adeguamento delle normative. Forse è proprio questa l’incognita maggiore, e per ora, se vogliamo usufruire dei vantaggi offerti dalla tecnologia, non possiamo fare altro che fidarci della buona fede di chi ne gestisce i dispositivi.