Quando ci troviamo all’aperto siamo inevitabilmente in balia del clima del momento, soprattutto per quanto riguarda temperatura e umidità dell’aria. Questi due fattori sono strettamente legati tra di loro ed entrambi influiscono sul comfort da noi provato. Se sulla temperatura e umidità esterna non possiamo intervenire, per quanto riguarda quella interna, per esempio sul posto di lavoro o in casa, fortunatamente è tutt’altra cosa.

 Umidità

Cos’è l’umidità dell’aria

L‘umidità è un termine usato in meteorologia e indica quanto vapore acqueo sia presente all’interno di una massa d’aria. Vi sono molti modi di leggere il valore di umidità dell’aria, ma i principali sono due. L’umidità assoluta indica quanto vapore acqueo in grammi sia contenuto in un metro cubo d’aria a una certa temperatura e pressione. L’umidità assoluta cresce al salire della temperatura. Nella vita pratica, sapere quanti grammi di vapore vi siano nell’aria non è utile, ben più rilevante è il valore di umidità relativa. L’umidità relativa è espressa in percentuale e indica il rapporto tra la quantità di vapore acqueo presente in una massa d’aria e la quantità massima che quella stessa massa può contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione. In parole più semplici, l’umidità relativa indica quanto una massa d’aria sia vicina alla sua condizione di saturazione totale d’acqua (100%). Più la temperatura aumenta, più l’aria è in grado di contenere vapore acqueo. Ciò vuole anche dire che, a parità di quantità di vapore acqueo e di pressione, l’umidità relativa diminuisce quando aumenta la temperatura, e viceversa.

Qual è l’umidità relativa ideale da avere nell’aria di casa

Anche se il valore ottimale dell’umidità dell’aria è legato a quello della temperatura del momento, possiamo generalizzare affermando che in casa dovremmo fare il possibile per regolare l’umidità relativa in modo da avere un valore compreso tra il 35% e il 70%. Quando si raggiunge l’80%, si prova una sensazione di disagio, e a seconda che la temperatura sia alta o bassa, esprimiamo questo malessere definendolo rispettivamente come caldo afoso e freddo umido. Intorno al 20%, invece, possono insorgere problemi respiratori. Per conoscere l’umidità relativa presente nel nostro appartamento, dobbiamo dotarci di un igrometro. È un dispositivo molto economico, e il suo costo è più che bilanciato dai benefici apportati dal conoscere il valore del momento. Inoltre, molti altri dispositivi, come per esempio alcuni termostati delle caldaie o degli impianti di raffreddamento, integrano un igrometro che c’informa dell’umidità relativa presente nell’ambiente nel quale è situato.

Ambienti diversi, umidità relativa diversa

È molto facile che il valore di umidità relativa presente nella nostra casa non sia lo stesso in ogni ambiente. Per esempio, è di solito più elevato in cucina, dove la cottura dei cibi, e in particolar modo la bollitura dell’acqua, fa salire di molto l’umidità. Un problema simile si può avere in bagno, dove la doccia, ed eventualmente la presenza di panni stesi ad asciugare, possono creare un’identica situazione di eccesso di umidità. Per ovviare al problema, la prima azione da mettere in atto è quella di areare spesso questi ambienti. Se in cucina si produce molto vapore, è bene nello stesso momento tenere aperta la finestra e arieggiare il locale. La stessa precauzione dovrebbe essere presa se in bagno si stendono dei panni, mentre è sempre consigliabile arieggiare il locale dopo aver fatto una doccia.

Umidità

Come regolare l’umidità in casa

I problemi in casa possono essere di avere troppa o troppo poca umidità. Per risolverli sono disponibili sia dei deumidificatori, sia degli umidificatori. Alcuni modelli sono dotati di igrometro e si possono impostare livelli di umidità che ne automatizzino accensione e spegnimento. Molti dei moderni sistemi di condizionamento dell’aria, sia per riscaldamento sia per raffreddamento, integrano anche dei regolatori dell’umidità, e sono probabilmente il sistema più pratico per la gestione ottimale di questo importante parametro che così tanto incide sul nostro benessere. La quantità di umidità relativa potrebbe anche essere regolata con dei sistemi fai da te, ma oltre che poco pratici, si dimostrano spesso scarsamente o per nulla efficaci. Per esempio, per ridurre l’umidità si può usare del sale raccolto in un contenitore, ma andrebbe sostituito o asciugato molto spesso per ottenere comunque dei risultati di poco conto. Allo stesso modo, l’umidità può essere innalzata tramite dei contenitori d’acqua accostati agli elementi riscaldanti, ma la pratica dimostra come l’effettiva vaporizzazione dell’acqua sia minima rispetto alle esigenze. È anche possibile portare, in una stanza che ne necessiti, una pentola d’acqua bollente e fare umidificare l’ambiente con l’evaporizzazione. Questa operazione è però decisamente poco pratica e comporta anche rischi e pericoli, soprattutto in presenza di bambini. È, quindi, sicuramente preferibile affidarsi alla tecnologia e ai dispositivi pensati e progettati proprio per avere in ogni locale il giusto valore di umidità relativa in tutta sicurezza e tramite operazioni automatizzate.